lunedì 25 maggio 2020

La Sicilia arabo-normanna


Dopo che il World Heritage Committee ha inserito “Palermo arabo-normanna" nella lista dei patrimoni UNESCO, con il doppio aggettivo ha sancito la “pace" tra due civiltà che si sono succedute e che sono state indelebilmente collegate tra di loro. Ne ha stabilito una continuità naturale nonostante la loro ideologica contrapposizione: il debito di una cultura verso quella che l'ha preceduta. 

Nel patrimonio da salvaguardare sono state inserite anche le cattedrali di Cefalù e di Monreale, anche se costruite ad oltre 100 anni dalla riconquista normanna sugli arabi. Questo perché hanno ancora una netta impronta artistica araba che nei secoli precedenti era stata tanto determinante nell'isola. Basti pensare al modello di organizzazione amministrativa, alle tecniche agricole, ai canoni urbanistico-architettonici, alla letteratura e alla lingua parlata, rimasta viva nel regno un secolo dopo la riconquista.


Di seguito riporto le immagini e un po' di storia dei luoghi che abbiamo visitato, non seguendo l'ordine cronologico con cui sono stati costruiti, ma quello con cui li abbiamo visitati.
Si tratta di tappe "classiche" in un tour della Sicilia e anche noi non potevamo ignorarle.


CEFALÙ e il duomo.



Il duomo, con le sue imponenti torri, spicca sul panorama cittadino da ogni angolazione. Fu costruito per volere di Ruggero II che ne voleva fare il Pantheon di famiglia.  L'influenza araba si nota nel soffitto a travi in legno dipinto. L'abside è decorata con mosaici a sfondo dorato dove il  Cristo Pantocratore benedicente, fulcro degli elaborati mosaici bizantini, è circondato dalla Vergine, dagli angeli, dagli apostoli, Santi e profeti. Le colonne che separano le tre navate provengono, probabilmente, dal tempio di Diana, costruito sulla rocca che sovrasta il paese.


Il bellissimo centro medievale di Cefalù, oltre al duomo, offre altri spunti per una visita più approfondita. Oltre alla bellissima spiaggia sabbiosa e il lavatoio medievale, costruito su una sorgente ed utilizzato per secoli, c'è il museo Mandralisca. Collezione privata che trova posto negli ambienti domestici dell' omonkmo conte. Tra il vasellame greco e arabo spicca lo splendido “Ritratto d'uomo" di Antonello da Messina, dipinto nel 1465. Uno dei ritratti più rappresentativi del Rinascimento italiano.


Il duomo di MONREALE.

Arroccato sulla conca d'oro, sulle colline che circondano Palermo, il duomo di Monreale è giudicato dagli storici “una delle creazioni più eccelse del medioevo". Venne fatto costruire da Guglielmo II nel 1174 per superare in grandezza suo nonno Ruggero II, a cui si devono il duomo di Cefalù e la cappella Palatina di Palermo. 


L'impianto romanico, gli stilemi bizantini dei mosaici dorati, la fantasia floreale e l'esotismo dell'arte islamica, evidenti soprattutto nel chiostro, sono i tre elementi che concorrono all'unicum di questo splendido duomo. 


Degli splendidi mosaici, che sorprendono per la vivacità dei colori, spicca l'immancabile Cristo Pantocratore, ma colpiscono in particolare le scene dell'antico testamento: l'arca di Noè in balia delle onde,  Cristo che guarisce un lebbroso, Adamo ed Eva dopo la cacciata dal Paradiso… 

Il chiostro adiacente è l'omaggio di Guglielmo II all'arte islamica, per la quale provava una profonda passione. Le eleganti arcate a sesto acuto, sostenute da snelle colonne sono un trionfo di architettura orientale.


PALERMO arabo-normanna.
La cattedrale


Tomba di Federico II
A Palermo ci sono diversi edifici che vantano l'iscrizione al patrimonio UNESCO per cui abbiamo dedicato qualche giorno da spendere per le vie della città.
Nonostante i numerosi rimaneggiamenti, la cattedrale di Palermo rappresenta l'espressione più straordinaria dello stile arabo-normanno che caratterizza il patrimonio architettonico siciliano. La costruzione iniziò nel 1184 nel luogo dove sorgeva una moschea. Dopo la prima laboriosa fase di costruzione vennero fatti lavori nei secoli successivi che non sempre migliorarono l'edificio: la facciata sud-orientale venne aggiunta tra il XIII e il XIV secolo, l'elegante portale in stile catalano venne aggiunto nel 1400 e la sgraziata cupola nel 1780.
L'interno, in stile precocemente neoclassico, ospita le tombe Reali normanne: Ruggero II e Federico II oltre a Enrico IV e Guglielmo II i cui sarcofagi sono "semplici" monumenti in porfido rosso.

Il palazzo dei Normanni e la cappella Palatina. 
Il palazzo dei Normanni venne costruito nel IX secolo, all'esterno conserva ancora tratti dell'architettura arabo-normanna. Venne ampiamente rimaneggiato nel corso dei secoli ed è recentemente diventato patrimonio mondiale dell'umanità. Il palazzo rappresenta la più antica reggia d'Europa, da sempre sede del potere palermitano. Il suo nome è dovuto al rifacimento più importante che subì per volere di Ruggero II nel 1130.

In questo periodo al palazzo venne aggiunta la cappella Palatina, destinata a diventare la principale attrazione di Palermo. Le pareti sono completamente rivestite da mosaici dorati che raffigurano scene della Bibbia. Al centro della cupola spicca l'immagine di Cristo Pantocratore con frasi dal libro di Isaia scritte in alfabeto greco. Il soffitto a cassettoni con decorazioni arabe sorprende per la raffinatezza e la complessità. La mescolanza di stili rappresenta simbolicamente il desiderio di una politica culturale e religiosa di integrazione e di tolleranza. Questa “linea politica" venne abbracciata pienamente sotto il regno di Federico II.
Il giovane sovrano preferiva la diplomazia alla violenza, e riuscì nell'impresa di trasformare una crociata in un incruento patto con il sultano per il controllo della Terrasanta. La sua lungimirante tolleranza religiosa , nel sogno di una pace universale partendo dai buoni rapporti con il mondo islamico, erano guardati con sospetto, tanto da far circolare il soprannome di “sultano battezzato".


San Cataldo e la Martorana.
Nella centralissima Palermo, stretta tra Ballarò e la Vucciria, c'è il magnifico complesso di San Cataldo e la Martorana, due chiese appiccicate una all'altra affacciate su piazza Bellini.
La costruzione è avvenuta in periodi diversi e questo si vede con un colpo d'occhio dall'esterno, ma la mescolanza di stili è affascinante.





San Cataldo, con la serie di cupole rosse e la solida forma squadrata, denuncia immediatamente una matrice arabo-normanna. L'interno, sebbene austero, è molto affascinante sebbene le decorazioni, oltre al pavimento intarsiato, sono essenzialmente in pietra. La costruzione iniziò nel 1150, ma rimase incompleta a causa della morte del committente nel 1160, il condottiero Maione di Bari, grande ammiraglio di Guglelmo I.

La vicina chiesa della Martorana, al contrario, è un tripudio di mosaici e affreschi che l'estrema luminosità mettono in risalto. Venne commissionata come moschea nel XII secolo dall'ammiraglio di Ruggero II,  Giorgio di Antiochia. Nel 1433 la chiesa fu ceduta ad un monastero di suore benedettine fondato da Elisa Martorana (da qui il nome) che fecero rielaborare l'esterno in linea con lo stile barocco dell'epoca.




In un mosaico originale è raffigurato Ruggero II nell'atto di ricevere la corona di Cristo. Si tratta dell'unico ritratto del sovrano rimasto in Sicilia.


La Zisa.
"Un tempo la pianura che circonda Palermo era un tripudio di giardini, agrumeti, parchi. La mitica Conca d'Oro. Poi l'espandersi della città, la speculazione edilizia degli anni sessanta e settanta, alcuni discutibili restauri hanno cancellato molto del fascino di architetture le cui origini affondano tra il IX e il XIII secolo. Nonostante tutto esistono ancora tracce di quei luoghi dove si banchettava, amoreggiava e si sperimentavano nuove tecniche agronomiche."
Anche la Zisa (Al-Aziza significava La Splendida) era un giardino arabo costruito all'esterno della città, spesso in una posizione panoramica e circondato da mura. L'edificio in stile arabo è un capolavoro di architettura arabo-normanna. Testimonia l'ingegno raggiunto dagli architetti arabi nello studio della climatizzazione degli ambienti.


La  sala della Fontana, posta a piano terra, è costituita da una una fontana al centro della stanza e delle nicchie laterali decorate a forma di alveare. Le due torri ai lati della fontana, grazie allo scorrere dell'acqua, avevano la finzione di distribuire aria fresca e umida su tutti i piani del palazzo.
Un sistema di canalizzazione portava l'acqua nel giardino a creare giochi e rumori rilassanti, ad irrigare le piante da frutto degli immensi spazi alberati dell'enorme giardino.